La città di Matera ha origini antichissime. Il suo territorio, ricco di grotte e anfratti naturali, fu infatti caratterizzato da insediamenti umani già in età paleolitica e neolitica. Lo dimostrano importanti testimonianze storiche come tombe ipogee, cisterne per la raccolta delle acque e nume- rosi reperti in ceramica. Successivamente, nell’età dei metalli, la comunità presente sul territorio si insedia sul promontorio che poi diventerà il nucleo urbano della Civita e iniziano a svilupparsi le prime forme di commercio che daranno origine alla città.
Gli scambi commerciali con le vicine colonie della Magna Grecia, situate lungo il versante metapontino, esercitarono in età classica un forte influsso culturale sulla città mentre meno evidenti sono invece le tracce della civiltà romana, periodo nel quale Matera fece parte della Terza Regione Augustea.
Con l’arrivo dei Longobardi intorno al 580 d.C. il nucleo centrale di abita- zioni viene fortificato di mura e nel corso dei secoli successivi la città fu più volte contesa tra bizantini, saraceni e longobardi e infine distrutta completamente da Ludovico II. A partire da questo periodo e per tutto il Medioevo, arrivano da Oriente monaci eremiti e comunità monastiche che si insediano stabilmente a Matera. Sono loro a popolare le grotte della Gravina e a trasformarle in cripte e chiese rupestri, primi abitanti di quelli che oggi sono i Sassi, luogo che da allora conserva il fascino di una storia antica di secoli.
La presenza della Chiesa nei rioni dei Sassi ha sempre svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo della città. Intorno al Mille inizia la lunga dominazione dei Normanni e Matera diventa città regia, si espande così oltre le mura della Civita e si popolano i Rioni dei Sassi. Con i Normanni si hanno i primi monasteri benedettini: Sant’Eustachio, Santa Lucia delle Malve e Santa Maria de Armeniis, e alcuni santuari rupestri come Santa Maria della Valle Verde lungo la via Appia. Più tardi, grazie alle dinastie degli Svevi e degli Angioini diventa un’influente cittadina e la sua architettura viene arricchita dalla costruzione di palazzi e monasteri. Diventa capoluogo della Basilicata, ruolo che ricoprirà fino al 1806.
Dopo le due guerre mondiali, in seguito ad una profonda crisi agraria, le condizioni di vita dei contadini che abitano i Sassi si fanno sempre più estreme. Una legge nazionale impone l’evacuazione degli abitanti e il loro trasferimento nei quartieri di nuova edificazione, favorendo il progressivo abbandono dei Sassi.
Oggi i Rioni popolari dei Sassi sono stati quasi completamente recuperati e restaurati e nel 1993 hanno ottenuto dall’UNESCO il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
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