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	<title>Per le Vie del Magico Mosto</title>
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	<description>Residence nei Sassi di Matera</description>
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		<title>Cinema</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 11:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Magico Mosto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matera]]></category>

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		<description><![CDATA[Matera è da sempre un set cinematografico naturale amato da registi di ogni tempo. Quasi ogni angolo della città e dei dintorni è stato immortalato da registi di ogni genere. Negli ultimi 60 anni, in città si sono succedute una trentina di produzioni tra le quali: Nel Mezzogiono qualcosa è cambiato di Carlo Lizzani, 1949 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Matera è da sempre un set cinematografico naturale amato da registi di ogni tempo. Quasi ogni angolo della città e dei dintorni è stato immortalato da registi di ogni genere. Negli ultimi 60 anni, in città si sono succedute una trentina di produzioni tra le quali:</p>
<ul>
<li>Nel Mezzogiono qualcosa è cambiato di Carlo Lizzani, 1949</li>
<li>La lupa di Alberto Lattuada, 1952</li>
<li>Il brigante di Tacca di lupo di Pietro Germi, 1952</li>
<li>L’Alfiere di Anton Giulio Majano, 1956</li>
<li>Nonna Sabella di Dino Risi, 1957</li>
<li>Viva l’Italia di Roberto Rossellini, 1961</li>
<li>I briganti di Mario Camerini, 1961</li>
<li>Anni ruggenti di Luigi Zampa, 1962</li>
<li>Sassi ‘63, documentario di Lino Miccichè, 1963</li>
<li>I basilischi di Lina Wertmuller, 1963</li>
<li>Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, 1964</li>
<li>La casa in Italia di Liliana Cavani, 1965</li>
<li>Made in Italy di Nanni Loy, 1965</li>
<li>C’era una volta di Francesco Rosi, 1967</li>
<li>Allonsanfan di Paolo e Vittorio Taviani, 1974</li>
<li>Anno uno di Roberto Rossellini, 1974</li>
<li>L’albero di Guernica di Fernando Arrabal, 1975</li>
<li>Cristo si è fermato ad Eboli di Francesco Rosi, 1979</li>
<li>L’eredità della priora di Anton Giulio Majano, 1980</li>
<li>Tre fratelli di Francesco Rosi, 1981</li>
<li>King David di Bruce Beresford, 1985</li>
<li>Il sole anche di notte di Paolo e Vittorio Taviani, 1990</li>
<li>L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore, 1995</li>
<li>Del perduto amore di Michele Placido, 1999</li>
<li>Terra bruciata di Fabio Segatori, 1999</li>
<li>The Passion di Mel Gibson, 2003</li>
<li>Io non ho paura di Gabriele Salvatores, 2003</li>
<li>The Omen (il presagio) 666 di John Moore, 2006</li>
<li>Nativity di Catherine Hardwick, 2006</li>
</ul>
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		<title>Musei</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 19:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Magico Mosto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matera]]></category>

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		<description><![CDATA[Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna della Basilicata È allestito nelle sale di Palazzo Lanfranchi ed è strutturato in quattro aree espositive. Nella sezione dedicata all’Arte Sacra sono esposte opere provenienti da diverse chiese del territorio. Al Collezionismo è dedicata la sezione che ospita una ricca selezione di dipinti di scuola napoletana del Seicento e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna della Basilicata</strong></p>
<p>È allestito nelle sale di Palazzo Lanfranchi ed è strutturato in quattro aree espositive. Nella sezione dedicata all’Arte Sacra sono esposte opere provenienti da diverse chiese del territorio. Al Collezionismo è dedicata la sezione che ospita una ricca selezione di dipinti di scuola napoletana del Seicento e Settecento provenienti dalla collezione D’Errico. La sezione Arte Contemporanea propone alcune opere di Carlo Levi ripercorrendone la vicenda artistica e umana ed altre del materano Luigi Guerricchio. L’ultima sezione è dedicata all’Etnoantropologia e raccoglie oggetti, utensili e manufatti della tradizione lucana.</p>
<p><strong>Il Museo Nazionale Domenico Ridola</strong></p>
<p>Ha sede nel complesso del Convento di Santa Chiara e raccoglie importanti reperti dal Paleolitico all’età imperiale, provenienti originariamente dalla collezione del senatore Ridola, appassionato archeologo. In mostra resti rinvenuti in villaggi trincerati di età neolitica, tra cui quello di Timmari, che comprendono corredi funerari, vasi a figure rosse di produzione italiota, statuette votive, armature e oggetti in bronzo.</p>
<p><strong>MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea</strong></p>
<p>Nel settecentesco Palazzo Pomarici ha sede il museo che espone oltre duecentocinquanta opere provenienti da varie donazioni di artisti, collezionisti, critici e gallerie d’arte italiane ed estere. Le sale del palazzo si estendono su una superficie di circa 1.500 metri quadri comprendendo vari ambienti ipogei.</p>
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		<title>Storia e origini della gastronomia materana</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Dec 2010 08:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff Magico Mosto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matera]]></category>
		<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Mangiare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il territorio delle murge materane è stato fin dall’antichità un’importante zona di produzione cerealicola tanto da essere definito il “granaio d’Italia”. Ai campi coltivati a cereali si alternano le grandi distese verdi degli uliveti, colture che hanno segnato nei secoli la storia della gastronomia lucana. Già Varrone riferiva del metodo della luganega con cui i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il territorio delle murge materane è stato fin dall’antichità un’importante zona di produzione cerealicola tanto da essere definito il “granaio d’Italia”. Ai campi coltivati a cereali si alternano le grandi distese verdi degli uliveti, colture che hanno segnato nei secoli la storia della gastronomia lucana. Già Varrone riferiva del metodo della luganega con cui i lucani conservavano la carne di maiale, che i romani diffusero poi nei territori dell’Impero. Dalla tradizione contadina e pastorale deriva una cucina semplice e genuina che comprende legumi, verdure, ortaggi, formaggi freschi e stagionati, carne e insaccati. Con il grano duro si producono anche numerose varietà di pasta fresca come maccheroni, cavatelli, tagliolini e le tipiche orecchiette, da condire con cime di rapa o sugo di ragù, oltre a molti prodotti da forno aromatizzati come taralli e frise.</p>
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